Usi e costumi

Mondano”  come noi “mundanari” abbiamo sempre chiamato il nostro paese

scaturisce da una nostra abitudine dialettale: quella di pronunciare la “ T ” con “ D “; la mondanità  non era caratteristica predominante del paese. Il pettegolezzo da salotto non era tipico del luogo, anche perché erano rari i salotti bene , ma con questo non è detto che non si facesse anzi…


Chiacchiari nanz a lu furnu è pirdimiendu ri pani       

A chiacchierare davanti al forno – mentre si aspetta che cuoce il pane –  si corre il rischio di bruciarlo


Qualche tempo fa il pane si faceva in casa. Questo faticoso compito veniva svolto dalle donne come un rituale che si ripeteva ogni settimana. Collaborando tra di loro, le donne del vicinato, prima impastavano la farina con il “criscito” (lievito madre) poi, nell’attesa che il pane lievitasse, preparavano il forno (ardendovi delle fascine), il quale doveva poi essere ripulito dalla cenere e portato alla temperatura ideale per la cottura del pane (tutto questo senza strumentazione ma solo con tanta esperienza), e così le pagnotte, oramai lievitate venivano infornate. A questo punto le donne si concedevano qualche attimo di riposo davanti al forno aspettando la cottura, rilassandosi a scambiare qualche opinione sulle news del paese, talvolta lasciandosi coinvolgere in maniera eccessiva, rischiando…

Non era il caso di questi tre personaggi che non avendo l’onere di controllare la cottura del pane, tanto meno di recarsi al lavoro, si ritrovavano nella “piazzetta del paese”; luogo ideale per rilassarsi, se non giocando a carte, facendo un po’ di gossip di allora.

Rilassarsi nella piazzetta del paese